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All’ Ospedale di Gela un corso per il trattamento dell’Ipertrofia Prostatica Benigna

Presentate le tecnologie più avanzate, fra cui la tecnica con laser verde "Geenlight" e la chirurgia mininvasiva "Rezum" 

Tempo di lettura: 3 minuti

Si è svolto lo scorso 29 novembre, presso l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, il primo corso di formazione specialistica sul trattamento dell’Ipertrofia Prostatica Benigna con tecnologie avanzate.

Attualmente, si assiste a un aumento delle patologie urologiche negli uomini. Mentre alcune di queste condizioni tendono a peggiorare con l’avanzare dell’età, sorprendentemente, altre stanno emergendo con una frequenza crescente tra i pazienti giovani. Basti pensare che in Italia il tumore alla prostata colpisce ogni anno 40.000 uomini, che di ipertrofia prostatica benigna soffre il 43% dei settantenni italiani, che il 35 % delle disfunzioni erettili non risponde alla terapia farmacologica, che l’incontinenza urinaria interessa dal 4% al 12% degli uomini over 50 anni.  Si aggiunga che gli uomini italiani sono reticenti su questi argomenti, si rivolgono con difficoltà all’urologo (1 su 8 non si è mai sottoposto a una visita specialistica), spesso affrontano i problemi quando le patologie sono in fase avanzata, sottovalutando le parole-chiave che sono – ancora una volta – “prevenzione e diagnosi precoci”.

Promotore e coordinatore del progetto formativo il dottor Sebastiano Condorelli, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Urologia del medesimo ospedale, affiancato da autorevoli clinici che hanno trasferito “competenze e sapere” ai colleghi partecipanti al corso. Tema centrale le innovazioni terapeutiche per l’Ipertrofia Prostatica Benigna, patologia diffusa e destinata a peggiorare con l’età, se non adeguatamente curata.

Il trattamento dell’ipertrofia prostatica (IPB) con terapie farmacologiche rappresenta la prima linea di intervento. Tuttavia, quando i farmaci non sono più efficaci, si passa a soluzioni più avanzate e risolutive. L’Unità Operativa di Urologia di Gela adotta già da anni una tecnica chirurgica innovativa mini-invasiva chiamata “Rezum”, che utilizza il vapore acqueo per trattare l’IPB. Questa tecnica ha mostrato un notevole successo clinico, portando un aumento del 40% di mobilità attiva grazie a quei pazienti provenienti da altre regioni che si recano in Sicilia, in particolare presso il P.O. di Gela.

L’ulteriore tecnica innovativa presentata durante il corso è stata il laser verde (Greenlight). L’evento ha permesso ai partecipanti di condividere sessioni “in diretta”, in collegamento con le sale operatorie dell’Ospedale. Il laser verde, grazie alla sua particolare lunghezza d’onda, colpisce selettivamente le molecole di emoglobina contenute nel sangue e rilascia energia verso il bersaglio, recidendo così il tessuto da trattare con altissima precisione.

L’ intervento con il Greenlight, ideale per volumi prostatici maggiori, garantisce una ottimale disostruzione e risoluzione dei sintomi urinari, presenta bassi rischi di sanguinamento intraoperatorio e postoperatorio consentendo così – un aspetto importantissimo – di intervenire anche su pazienti sottoposti a terapie mediche cardiologiche con antiaggreganti.

“La Direzione strategica è fortemente impegnata a contrastare la convinzione che per una buona Sanità si debba necessariamente attraversare lo Stretto – afferma il dottor Condorelli – e ha inteso affidare alla nostra Unità Operativa strutture e mezzi per raggiungere tale obiettivo. Il primo corso sul laser verde è stato un ulteriore banco di prova, finalizzato all’espansione delle competenze degli urologi italiani riguardo alle innovazioni biomedicali. Ha anche contribuito a stimolare il dibattito sull’attualità sanitaria, evidenziare le criticità esistenti e promuovere l’adozione di sistemi in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti e di una sanità moderna, sia nel presente che in futuro.”

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