Alfabetizzazione emotiva in bimbi e ragazzi, l’iniziativa online di un team messinese

25 Maggio 2020

“Emozioniamoci: c’era una volta” è il titolo dell’evento organizzato da un gruppo di psicologhe e pedagogiste in occasione della Settimana del Cervello.

 

di

“Emozioniamoci: c’era una volta” è il titolo dell’evento organizzato da un gruppo di psicologhe e pedagogiste di Messina, in occasione della Settimana del Cervello, con l’obiettivo di coinvolgere bambini e ragazzi in un percorso di alfabetizzazione emotiva.

Quest’anno, tutti gli appuntamenti della celebre manifestazione dedicata alle neuroscienze, che si è cònclusa il 24 maggio, si sono svolti online, attraverso piattaforme digitali, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19.

All’iniziativa del team messinese, composto dalle dottoresse Mariangela Di Pietro (psicologa), Caterina Donato (psicologa e psicoterapeuta), Elvira La Fauci (psicologa) e Germana Santoro (pedagogista), hanno preso parte partecipanti dai 6 a 14 anni, che sono stati suddivisi in tre gruppi, in base all’età.

«L’alfabetizzazione emotiva- ha spiegato la dott.ssa Elvira La Fauci– è un percorso che inizia dal riconoscimento delle emozioni, prendendo in considerazione non soltanto espressioni facciali, quali un sorriso o una fronte corrucciata, ma anche parametri fisiologici come il battito cardiaco accelerato, la respirazione o il rossore del viso. Tali fattori ci portano a identificare quello che stiamo provando e successivamente, ad esserne consapevoli e ad autoregolarci. Quest’ultimo in particolare, è un processo un po’ più complesso che matura con l’età e consente di controllare le emozioni, senza però rinnegarle».

Non avere consapevolezza del proprio stato emotivo può scatenare degli eccessi, ecco perché è importante per un bambino, saper padroneggiare ciò che sente.

«Senza questo tipo di meccanismo- ha continuato la specialista- diventa difficile riuscire a confrontarsi con i pari e con gli adulti. Un’emozione non autoregolata può infatti diventare un ostacolo nel rapporto con gli altri».

«A volte il non saper controllare quello che si prova- ha sottolineato la dott.ssa Mariangela Di Pietro– può essere connesso ad altre problematiche, come i disturbi dell’attenzione o l’iperattività. Quando i bambini sono molto piccoli, difficilmente sono in grado di spiegare il proprio stato emotivo ai genitori, per tale motivo può essere utile intraprendere un percorso di alfabetizzazione come questo».

Nel corso degli incontri con i tre gruppi, l’equipe di psicologhe e pedagogiste ha utilizzato video, favole e canzoni per permettere ai partecipanti di esprimersi.

«Inizialmente- ha precisato la dott.ssa Germana Santoro– abbiamo illustrato le diverse emozioni in generale e abbiamo chiesto ai ragazzini di raccontarci cosa sono per loro e di dirci quali hanno sperimentato in prima persona. Al termine, gli abbiamo anche fatto fare dei questionari”.

«Coloro che hanno mostrato più entusiasmo- ha aggiunto la dott.ssa Caterina Donato– sono stati i gruppi più di età inferiore. I piccolini ci hanno illustrato senza troppa vergogna le proprie emozioni, fornendoci tanti spunti interessanti. I più grandi invece, hanno fatto più fatica ad aprirsi, per questo abbiamo preferito servirci della musica per aiutarli ad esternare le loro sensazioni».

Tra i sentimenti manifestati, non è mancato anche qualche segnale del recente lockdown che inevitabilmente ha lasciato degli effetti anche sui più giovani.

«La distanza- ha affermato la dott.ssa La Fauci- ha fatto in modo che molti sviluppassero una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni. Una ragazzina come prima sensazione, per esempio, ha voluto parlare della felicità che ha provato nel rivedere la sua migliore amica dopo mesi. Altri bambini ci hanno rivelato di essere contenti di non andare a scuola, ma scavando a fondo ci si accorge che non è davvero così, perché quella che in apparenza è potuta sembrare loro una vacanza, in realtà non lo è stata, a causa di tutte le restrizioni».

Se da un lato parlare di emozioni attraverso una piattaforma online, non ha rappresentato la condizione ottimale, dall’altro ha consentito al team messinese di far accedere all’evento anche partecipanti provenienti da tutta Italia.

«Appena però la situazione tornerà tranquilla- ha evidenziato la dott.ssa Di Pietro- vorremo replicare l’incontro dal vivo. Molti ragazzi infatti, ci hanno chiesto di proseguire questo tipo di iniziative e inoltre, ci piacerebbe coinvolgere anche le scuole».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV