Alcol e stupefacenti, in Sicilia consumo in aumento tra i minorenni

2 Luglio 2020

L'intervento del prof. Placido Bramanti, direttore scientifico dell’Irccs Bonino Pulejo di Messina, che già qualche anno fa in qualità di membro del Consiglio Superiore di Sanità aveva svolto delle ricerche sul tema.

 

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Consumo di alcol e droghe in aumento tra minorenni, un fenomeno che riguarda sempre più giovani, con conseguenze allarmanti.

In particolare a Messina, nelle ultime settimane diversi ragazzini sono finiti al Pronto Soccorso, a causa di risse, atti violenti e uso eccessivo di bevande alcoliche.

Il problema non appare però circoscritto soltanto a questo contesto cittadino, ma risulta diffuso in tutta la Sicilia. Per quanto riguarda l’uso di droghe, preoccupano alcuni dati ufficiali rilasciati dell’Osservatorio epidemiologico, che fa capo all’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana.

Sono stati infatti censiti 10.514 tossicodipendenti, e lo 0,7% ha un’età inferiore ai 15 anni, una stima superiore alla media nazionale che si attesta invece sullo 0,2%.

Il delicato argomento è stato oggetto di ulteriori approfondimenti da parte del prof. Placido Bramanti, direttore scientifico dell’Irccs Bonino Pulejo di Messina, che già qualche anno fa in qualità di membro del Consiglio Superiore di Sanità, aveva svolto delle ricerche sul tema.

«Stiamo assistendo- ha spiegato il professore- a numerosi abusi di sostanze stupefacenti tra i più giovani, che fanno perdere loro il controllo, portandoli così a compiere eccessi, come le aggressioni e gli episodi di violenza. Grazie ai censimenti del Ministero della Salute, ci siamo ritrovati a scoprire che esistono diverse droghe “economiche”, che hanno un costo irrisorio e che per questo sono facilmente reperibili dagli adolescenti».

«Tra queste- ha proseguito Bramanti- una proviene dalla Russia, si chiama Krokodil ed è ottenuta combinando detersivi, famaci e altre sostanze. Il suo consumo crea sulla pelle una serie di ulcere, rendendola simile a quella di un coccodrillo, per questo viene chiamata in questo modo. Ci possono essere inoltre, danni permanenti al fegato, al cervello e al sistema nervoso centrale».

Tra gli effetti causati si possono annoverare anche fenomeni di cannibalismo, problemi agli organi interni e cancrena dei tessuti molli colpiti, tutti aspetti che riducono drasticamente l’aspettativa di vita degli individui che ne fanno uso.

«Un’altra droga molto diffusa- ha aggiunto il direttore scientifico dell’Irccs- prende il nome di Scoop e viene impiegata con l’obiettivo di compiere uno stupro. Infatti, viene spesso sciolta nelle bevande alcoliche, senza che la vittima possa accorgersi di nulla, visto che risulta priva di sapore e di odore». Le conseguenze dirette sono capogiri, nausea e malessere.

Ulteriori sostanze sono la Flakka che porta stati di euforia, aggressività, paranoia e allucinazioni ed è costituita da alcuni sali maleodoranti; il Mefredone che può indurre a compiere atti di autolesionismo e viene ottenuto grazie ai sali da bagno e il Dragonfly, un fortissimo allucinogeno con effetti prolungati nel tempo.

Quello che spaventa ulteriormente, è proprio l’aumento del numero di queste nuove droghe, un allarme lanciato in primis dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, che sta analizzando ben 560 tipologie di sostanze psicoattive di recente diffusione.

«Nel Nord Europa- ha precisato Bramanti- si sono avuti alcuni decessi tra i ragazzi, dovuti al consumo di questi stupefacenti, ma non si è riusciti subito ad identificare la causa della morte, perché non erano ancora conosciuti».

Le statiche relative all’abuso di alcol sono altrettanto inquietanti: l’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità parla di 8,6 milioni di individui a rischio, di cui 700 mila minori.

«Si registra un incremento soprattutto tra le ragazzine a partire dai 12 anni- ha sottolineato il professore Bramanti- Gli effetti negativi prodotti dal consumo di alcolici nei giovani sono moltiplicati dal fatto che il fegato e gli altri organi interni non sono pronti a smaltire sostanze del genere a quell’età, e ciò può comportare dei rischi per lo sviluppo e per la crescita».

L’introduzione di questo tipo di bevande nei giovanissimi può infatti nello specifico compromettere il pancreas, il fegato, il tubo digerente e il sistema nervoso centrale e periferico.

Il direttore scientifico dell’Irccs, ha poi posto l’attenzione sui danni disastrosi che può causare a chi si mette alla guida, dopo aver assunto droghe e bevuto alcol: «Si verifica una mancanza di lucidità e un rallentamento di riflessi. Inoltre, spesso la fase eccitante data da questi abusi, rischia di venire meno all’improvviso e causare gravissime conseguenze».

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