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Salute e benessere

A Palermo

Al via Train4Inclusive, il progetto di ricerca dedicato all’attività sportiva dei ragazzi con disabilità

Si tratta di un progetto pilota il cui obiettivo è verificare come l'attività sportiva può migliorare la qualità della vita dei ragazzi disabili

Tempo di lettura: 2 minuti

Sbarca a Palermo il progetto Train4Inclusive, progetto per l’inclusione dei ragazzi con disabilità in attività sportive, che è stato presentato all’Istituto Comprensivo Statale Colazza-Bonfiglio, in occasione della giornata dello sport. Gli sport previsti all’interno del progetto sono due: nuoto e atletica. Train4Inclusive nasce da un partenariato europeo che vede come capofila l’associazione sportiva di Rijeka (Croazia). Tra gli altri partner troviamo il CUS Palermo, la Bulgarian Sports Development Association, l’IPAK (Institute for Symbolic Analysis and Development of Information Technologies e l’Università di Murcia.
Ad intervenire è il responsabile del progetto Rosario Genchi: “Il CUS Palermo ha già implementato 13 progetti europei finanziati direttamente dalla commissione europea”, afferma. “Questo progetto in particolare vuole includere i ragazzi disabili in attività sportive”.
Il progetto Train4Inclusive è indirizzato alla ricerca con l’obiettivo di selezionare un campione di venti ragazzi con disabilità psicologiche under 18 e coinvolgerli in due specifiche attività sportive. II coach (4 per Stato) sono già formati da un manuale che abbiamo redatto” continua Genchi. L’affluenza prevista per l’adesione al progetto è stata abbondantemente superata: su una scelta di venti ragazzi, le richieste sono state molte di più. “Questo è un progetto pilota il cui obiettivo è verificare come il programma impatta sui ragazzi. Se questo ci darà i risultati sperati, potremo replicare poi il progetto su vasta scala”, conclude Rosario Genchi.
Ad approfondire il lato più tecnico è stato il coach Scimone: “I ragazzi interessati al progetto hanno una disabilità intellettiva relazionale. Il progetto, dalla durata di sei mesi, prevede una prima attività di monitoraggio affiancato a dei piccoli test per adeguare l’attività col grado di disabilità e atleticità del soggetto. I test sono ogni mese o due, a seconda dell’apprendimento della metodologia. Faremo prendere confidenza i ragazzi col contesto e con la capacità di coordinazione e potenziamento a carico naturale, cioè come riuscire ad interagire con oggetti etc…”, afferma.

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