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Al via in Sicilia il primo Centro italiano di trapianto dell’utero: avrà sede a Catania, già sei in lista di attesa

13 giugno 2018

L'annuncio è stato dato stamattina durante una conferenza stampa in assessorato alla Salute.

 

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Sicilia pioniera in Italia: al via a Catania il primo Centro nazionale di trapianto dell’utero. L’annuncio è stato dato stamattina durante una conferenza stampa dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, alla presenza tra gli altri del direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, e del coordinatore del CRT Sicilia, Bruna Piazza.

Sono sei le donne in lista di attesa, tra cui una proprio catanese e le altre provenienti da resto d’Italia. I trapianti saranno effettuati da donatrici morte e il via al primo è previsto subito dopo l’estate, al massimo entro fine 2018.

Il protocollo sperimentale, approvato dal Consiglio Superiore di Sanità, nasce dalla collaborazione fra Policlinico di Catania ed Ospedale Cannizzaro. In particolare a lavorare per la creazione di questo percorso sono state la U.O.C. di Chirurgia Vascolare e Centro Trapianti d’Organo del Policlinico, guidata dal professore Pierfrancesco Veroux e la U.O.C. di Ginecologia e Ostetrica dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, guidata dal professore Paolo Scollo.

In tutta Europa esiste soltanto un altro centro del genere, in Svezia, dove fino ad ora sono stati eseguiti 12 interventi.

Le candidate al trapianto dell’utero sono donne di età compresa tra i 18 e 40 anni (stessa età è richiesta per le donatrici), nate con la sindrome di Rokitanski (senza utero) o con utero malformato e le donne sottoposte a rimozione chirurgica dell’utero, per complicanze post parto ad esempio.

Non posso accedere alle liste di attesa per il trapianto dell’utero le donne che hanno subito una rimozione dell’organo per cause oncologiche.

Il centro, attivo da meno di un mese, ha già raccolto una lista di attesa di 6 pazienti, anche grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Italiana delle donne con Sindrome di Mayer Rokitansky, una onlus che raccoglie circa 300 donne italiane nate con questa malformazione.

L’intervento può essere eseguito solo tramite donazione da parte di donne decedute di età compresa fra i 18 e i 40 anni. I trapianti verranno eseguiti nei nuovi locali del Centro Trapianti del Policlinico di Catania. Sono giorni di intenso lavoro per le due equipe ma è possibile stimare che il primo intervento del genere in Italia potrebbe già essere eseguito entro la fine dell’estate.

«Oggi è una giornata di festa per la Sicilia. La nostra isola ha ottenuto infatti l’ autorizzazione del Ministero della Salute per realizzare il primo centro regionale a livello nazionale per il trapianto dell’ utero», ha esordito l’assessore Razza.

«Si tratta della prima autorizzazione nazionale e di una delle prime in campo europeo sul fronte della donazione da cadavere, per il trapianto di utero- ha spiegato Nanni Costa- Questo significa che c’è in Sicilia una grande capacità, professionalità e credibilità dei professionisti che operano nel settore, in questo caso a Catania, dove c’è una tradizione ginecologica e trapiantologica importante. C’era un progetto consistente che il Consiglio Superiore di Sanità ha approvato e che rappresenta un passo importante per la Sicilia, ma anche per l’ Italia intera».

«L’unica struttura analoga in Europa ha sede in Svezia, dove sono stati effettuati 12-13 trapianti con tre gravidanze a termine», ha detto Paolo Scollo, mentre  Pierfrancesco Veroux ha sottolineato: «Il progetto è partito circa due anni fa, un tempo assolutamente fisiologico per la sua complessità, con la stipula di una convenzione tra l’ospedale Cannizzaro e il Policlinico di Catania, oggi finalmente può diventare una realtà».

La notizia del nuovo centro sperimentale sul trapianto dell’utero è stata data nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina in assessorato sui dati delle donazioni in Sicilia.

Nei primi mesi del 2018 è infatti aumentato di circa il 7% il numero di dinieghi rispetto al 2017. L’assessorato per invertire la tendenza ha annunciato un piano di intervento basato principalmente su due azioni: un piano di comunicazione, capace di coinvolgere anche i Comuni per implementare la raccolta delle autorizzazioni all’espianto, in particolare in occasione dei rinnovi delle carte d’identità, e una implementazione dell’assistenza psicologica da parte degli esperti del Centro Regionale Trapianti.

A tal fine l’assessore Ruggero Razza ha già emanato un atto di indirizzo recapitato a tutti i Direttori Generali di Ospedali ed Aziende Sanitarie siciliane nel quale si raccomanda una intensificazione dei rapporti di collaborazione di ciascuna azienda con il Centro Regionale Trapianti.

Nella foto in alto, da sinistra: Paolo Scollo, Alessandro Nanni Costa, Ruggero Razza, Bruna Piazza e Pierfrancesco Veroux.

SERVIZIO VIDEO DI ROBERTO CHIFARI

 

ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO

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