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Al Garibaldi l’ennesima aggressione ai medici siciliani: «Ora basta, subito la polizia nei Pronto soccorso»

12 Febbraio 2017

Già cinque episodi simili in poco più di un mese nella nostra regione e il sindacato non ci sta: «Urge in presidio costante di polizia nelle aree di emergenza degli ospedali siciliani. Siamo pronti ad avviare azioni legali e più incisive forme di protesta a difesa e tutela degli operatori».

 

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«L’ennesimo episodio di aggressione ai dirigenti dei MCAU della Sicilia s’inscrive in una scia di attacchi e violenze che rendono irrespirabile il clima dei Pronto Soccorso, minando la serenità di tutto il personale medico e sanitario».

Lo denuncia il sindacato Anaao- Assomed, aggiungendo: «La prima aggressione dell’anno si è verificata l’1 gennaio, la seconda due settimane dopo, la terza in questo caso a Palermo, a fine gennaio; e poi ancora a Palermo a inizio febbraio e ora quest’altra a Catania . Cinque aggressioni in 40 giorni: non era mai accaduto un accanimento così».

Inoltre Marina Tumino (vice segretario regionale di Anaao- Assomed Sicilia) con una lettera inviata all’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, oltre che a prefetto e questore di Catania e al dg del Garibaldi, sottolinea: «Dopo aver evidenziato per mesi come la risposta delle Istituzioni, consistita in mere dichiarazioni di solidarietà, si sia rivelata del tutto inidonea ad affrontare efficacemente la situazione, con forza reiteriamo la richiesta di un presidio costante di polizia nei Pronto soccorso».

Poi aggiunge: «L’Anaao- Assomed esprime solidarietà al collega medico oggetto della violenta aggressione, nostro iscritto, e a tutti gli operatori del Pronto soccorso. Denunziamo con forza la inadeguata protezione che in questo, come in molti P.S. della Sicilia, viene “garantita” al personale medico e sanitario che svolge con dedizione il proprio lavoro e che non può certamente scontare le carenze del servizio sanitario regionale. Perdurando l’attuale situazione, avvieremo azioni legali e più incisive forme di protesta a difesa e tutela degli operatori».

Nella foto: polizia davanti a un pronto soccorso italiano.

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