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Agrigento, piccolo incendio al San Giovanni di Dio: il Nursind sollecita una sorveglianza h24

Il rogo, poi domato, si è verificato sabato presso uno dei locali situati al primo piano ed è stato causato da un apparecchio elettrico. Il sindacato degli infermieri: «Urgono quattro addetti antincendio».

Tempo di lettura: 3 minuti

AGRIGENTO. «Avevamo già scritto sulla necessità che ogni ospedale si dotasse di un servizio di sorveglianza antincendio h 24 e che in particolare il presidio ospedaliero di Agrigento San Giovanni di Dio avesse una squadra composta da quattro addetti per garantire continuità».

Lo scrive in una nota il segretario territoriale del Nursind di Agrigento, Angelo Amato, citando il caso di un piccolo incendio all’ospedale che poteva avere gravi conseguenze. Il sindacato degli infermieri racconta che «sabato scorso presso uno dei locali situati al primo piano, intorno alle 16 gli operatori sono stati allertati da un utente che lungo il corridoio di collegamento tra il pronto soccorso e la scala D è stata segnalata la presenza di un forte odore di bruciato e la presenza di fumo. Gli operatori hanno allertato immediatamente il centralino perché venisse avvisata la squadra antincendio sita nelle vicinanze».

Poi Amato aggiunge: «Contemporaneamente un operatore del pronto soccorso si è recato sul luogo constatando che in una delle stanze vicina ai servizi sociali c’era presenza di fumo e odore di bruciato e non potendo entrare poiché chiusa ha ricontattati il centralino per avere notizie della squadra antincendio. Il centralinista ha messo al corrente l’operatore che che tutti i suoi tentativi di comunicare con la squadra antincendio sono risultati vani in quanto non c’era nessuno nella centrale degli allarmi».

«Nel frattempo sonio giunti alcuni addetti dell’ufficio tecnico e della portineria che insieme all’operatore hanno deciso di contattare il 115 e far intervenire i vigili del fuoco i quali, intervenuti sul posto, hanno divelto la porta (nessuno dei presenti infatti era in possesso della chiave) e hanno spento l’incendio causato da un apparecchio elettrico sito nella stanza. Ci resta da considerare con molta amarezza- aggiunge Amato- che cosa sarebbe accaduto se l’episodio non fosse stato segnalato da un utente e se gli operatori del pronto soccorso non avessero segnalato con assoluto tempismo l’allarme agli organi istituzionali preposti».

Da qui la domanda del sindacato: «Se l’episodio in questione invece di accadere in orario pomeridiano, con il corridoio frequentato da utenti e operatori fosse accaduto in orario notturno, quando utenti e operatori in giro ve ne sono molto di meno quale tragedia immane sarebbe potuto capitare?».

Secondo il Nursind l’addetto antincendio tramite appositi corsi sarebbe in grado di spegnere l’incendio in principio per accelerare i tempi, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, e solo 4 addetti possono garantire quella continuità che sabato scorso è venuta meno.

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