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Dal palazzo

L'appello agli operatori sanitari

Aggressioni negli ospedali, l’Aaroi-Emac Sicilia: «Denunciatele tutte, anche quelle verbali»

L'intervento di Emanuele Scarpuzza, Presidente regionale dell'Associazione Anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-EmergenzaArea Critica.

Tempo di lettura: 2 minuti

«Il dilagare delle aggressioni al personale sanitario sta toccando livelli impensabili e insostenibili. Oltre ai casi che arrivano ai media ce ne sono tanti altri del tutto misconosciuti che passano sotto totale silenzio. È per questo che come Associazione riteniamo fondamentale denunciare sempre le aggressioni, anche soltanto verbali».

Con queste parole, Emanuele Scarpuzza, Presidente AAROI-EMAC Sicilia (Associazione Anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-EmergenzaArea Critica), commenta la recente Sentenza del Tribunale di Marsala a favore di una Iscritta all’Associazione, anestesista rianimatore del Presidio Ospedaliero di Marsala, aggredita verbalmente e fisicamente il 10 Agosto 2015, dopo aver comunicato ai parenti la morte del proprio congiunto.

Il processo a carico dell’aggressore si è concluso pochi giorni fa con la condanna ad una multa ed al risarcimento dei danni cagionati, in totale accoglimento delle richieste formulate dal Pubblico Ministero e dall’avvocato Marco Martorana, difensore della Parte Civile.

«La situazione è ulteriormente peggiorata– spiega il Presidente AAROI-EMAC Sicilia- Per questo motivo, come abbiamo fatto allora, anche oggi esortiamo i nostri iscritti a segnalare qualsiasi episodio di violenza così come fatto dalla collega che presentò la denuncia-querela proprio su sollecitazione e con l’assistenza dell’Associazione, costituendosi parte civile, non soltanto per essere stata aggredita fisicamente ed offesa sotto il profilo personale, ma soprattutto per il danno professionale e di immagine».

«Occorre mettere in campo tutte le forze per arginare e risolvere il gravissimo fenomeno delle aggressioni contro il personale sanitario- conclude Scarpuzza-È necessario agire sugli utenti con un programma di sensibilizzazione e di recupero del rapporto medico-paziente, ma è altrettanto importante che anche il più piccolo episodio di violenza venga segnalato e correttamente condannato. Ben venga, quindi, la proposta di rendere i medici in servizio pubblici ufficiali in modo che i procedimenti in caso di aggressione partano d’ufficio».

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