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ASP e Ospedali

Ospedale di Caltagirone

Adenoma alla prostata, all’ospedale “Gravina” si cura con vapore acqueo e laser

Francesco Abate, direttore dell'Urologia, illustra ad Insanitas due apparecchiature innovative e non invasive, alternative alla chirurgia tradizionale.

Tempo di lettura: 3 minuti

Due apparecchiature innovative e non invasive per trattare l’adenoma alla prostata senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. L’ospedale “Gravina” in linea con gli standard europei, cura i pazienti grazie all’intervento di un laser e di un nuovissimo macchinario con vapore acqueo. Ce ne parla il dottore Francesco Abate (nella foto), direttore dell’urologia dell’ospedale di Caltagirone.

Dottore Abate, ci spiega queste nuove apparecchiature?
«Abbiamo affiancato al Greenlight laser altamente tecnologico e innovativo, che consente il trattamento endoscopico dell’ipertrofia prostatica benigna, patologia assai diffusa che colpisce individui di sesso maschile di norma sopra i 55 anni, il Rezum: un trattamento innovativo che nasce come terapia alternativa all’intervento chirurgico di asportazione dell’ipertrofia prostatica benigna, che causa una condizione ostruttiva, senza le necessarie incisioni chirurgiche. Si tratta di una metodica sicura, mininvasiva, che con una sedazione blanda, inietta vapore acqueo a 110 gradi in 15 minuti, con notevoli vantaggi per il paziente».

Da quanto tempo utilizzate queste nuove tecnologie?
Circa due mesi fa l’Asp di Catania ha acquistato il Rezum e abbiamo trattato circa 20 casi con un ottimo risultato. Il laser invece lo utilizziamo già da un paio di anni e permette di vaporizzare con precisione millimetrica l’eccesso di tessuto prostatico. L’aumento di volume della prostata- tecnicamente ipertrofia o iperplasia prostatica benigna- è una delle patologie più diffuse tra la popolazione maschile, strettamente legata all’invecchiamento. L’istantanea coagulazione dei vasi evita, inoltre, il sanguinamento post operatorio. Gli interventi che abbiamo già eseguito con il Greenlight laser ci hanno permesso di apprezzare la rapidità di ripresa dei pazienti, dimessi 24 ore dopo il trattamento, e la diminuzione di complicanze. È stata immediata la risoluzione dei sintomi e dei problemi connessi alla minzione».

In Sicilia quanti utilizzate queste nuove tecnologie?
«Sono molto orgoglioso che il nostro ospedale sia dotato di tecnologie così all’avanguardia che aggiorna ancora di più il nostro parco tecnologico e allinea i nostri standard assistenziali ai livelli più alti e qualificati per il trattamento dell’ipertrofia prostatica. In Sicilia siamo gli unici ad avere acquistato il Rezum, una procedura veloce assolutamente nuova che agevola chi ha problemi con l‘anestesia, è infatti poco invasiva ed il paziente è sedato in maniera blanda. Questa tecnica ha molti pro ed è ripetibile negli anni, non si perde sangue e tranquilizza chi si preoccupa per l’impotenza».

Ricordiamo ancora una volta l’importanza della prevenzione?
«Sì, infatti, basta effettuare un semplice prelievo di sangue, il psa, per anticipare di molti anni quello che purtroppo oggi è il secondo tumore in Europa dopo quello polmonare, che preso in tempo però non fa più paura. Da 50 anni in poi è consigliabile effettuare uno screening ogni anno, se c’è familiarità invece bisogna anticipare dai 45 anni d’età. A tal proposito vorrei ringraziare Mariella Palazzo, assistente sociale responsabile dell’Urp dell’ospedale Gravina di Caltagirone, per la sinergia realizzata in occasione dell’Open day per gli screening sul tumore alla prostata. E concluderei dicendo che non bisogna avere paura di andare dall’urologo, si tratta spesso di un vecchio retaggio che va cambiato, perchè bisogna ricordare che con una semplice visita effettuata in tempo è possibile prevenire l’insorgenza di neoplasie».

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