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ASP e Ospedali

Ricerca scientifica dell'Asp

Adenoma al colon, uno studio scientifico agrigentino apre nuove strade per la terapia

Condotto dall'Asp e dall'Università di Siena, trae spunto da una colonscopia eseguita presso il Presidio Ospedaliero di Ribera.

Tempo di lettura: 2 minuti

AGRIGENTO. Un recente studio scientifico in campo oncologico, condotto dall’Asp di Agrigento e dall’Università di Siena, mette in luce un’importante scoperta sull’evoluzione dell’adenoma al colon e su come questo risultato porterà all’introduzione di nuovi metodi terapeutici.

Protagonisti di questa ricerca scientifica sono Domenico Macaluso (nella foto tratta da Ripost.it), responsabile di endoscopia digestiva presso il Presidio Ospedaliero di Ribera, Giorgio Bianciardi, docente di patologia generale presso il Dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena e Fabrizio Italia del Laboratorio di Anatomia Patologica “OncoPath” di Augusta.

L’equipe si è confrontata con un caso clinico nel quale è stato rinvenuto un frammento di adenoma del colon, tumore benigno, che dopo essersi staccato dalla lesione principale è riuscito a colonizzare la mucosa del colon e a sopravvivere a distanza con meccanismi che finora sono stati solo prerogativa di tumori maligni, come la formazione di vasi che lo alimentano.

Tutto ciò metterà in discussione la malignità stessa del tumore e farà discutere molto la comunità medica sulle future strategie di cura, poiché i dati ottenuti richiederanno una modifica degli attuali metodi diagnostico-terapeutici dell’adenoma al colon.

Questa importante novità è stata scoperta durante una colonscopia presso il Presidio Ospedaliero di Ribera, eseguita su un uomo di 63 anni che era risultato positivo al Fecal Occult Blood Test (FOBT).

La colonscopia ha rivelato la presenza di due lesioni eteroplastiche: la prima era vicina al cieco, presentava un tessuto displastico e grumoso ma non ulcerato, e occupava l’intera area del lume dell’intestino; la seconda, di tipo eteroplastico, distava circa 20 cm dalla prima e si trovava sotto la flessura epatica.

Quest’ultima lesione aveva uno spessore di 3 mm ed era ancorata alla mucosa del colon attraverso delle strutture filiformi e in relazione con vasi sanguigni. La struttura non aveva un polo vascolare e al distacco dalla mucosa, il tumore è apparso senza un penducolo.

A causa delle grandi dimensioni della prima lesione non è stato possibile procedere con l’endoscopia, così i dottori hanno deciso di eseguire alcune biopsie per fare ulteriori valutazioni istologiche.

I risultati finali hanno confermato le ipotesi dei medici conferendogli il merito di aver dato un notevole contributo alla ricerca oncologica.

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