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La lettera ad Insanitas

Accoglienza e cura dei migranti, la Simm: «Necessita di una formazione specifica e di organizzazioni non commerciali»

Riceviamo e pubblichiamo un intervento della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, firmata dal presidente Maurizio Marceca e dal responsabile per la formazione, Maria Laura Russo.

Tempo di lettura: 2 minuti

In riferimento alle recenti dichiarazioni sull’accoglienza e la cura dei migranti che giungono a Lampedusa la S.I.M.M., Società Italiana di Medicina delle Migrazioni in una nota inviata a Insanitas (firmata dal presidente Maurizio Marceca e dal responsabile per la formazione, Maria Laura Russo) condivide e ribadisce «l’importanza fondamentale della presenza di professionisti della salute tecnicamente competenti e culturalmente sensibili».

Poi aggiunge: «Oltre a essere consapevoli di tale necessità, siamo convinti che solo una formazione continua, con obiettivi formativi specifici, qualificata nei metodi e nei contenuti ed esperta nell’approccio didattico, possa essere il fondamento per una risposta adeguata ai complessi bisogni di salute di cui sono portatori i migranti».

Inoltre la Simm sottolinea: «Molti nostri soci sono- da oltre vent’anni- impegnati su tutto il territorio nazionale in attività formative all’interno delle (e in collaborazione con) le Aziende sanitarie e ospedaliere, nel mondo delle Associazioni e delle Professioni, su mandato del Governo centrale, di Governi locali, in collaborazione con altre Società scientifiche e ONG, nelle Università.

Da diversi anni la Simm ha fatto propria una linea strategico-operativa centrata sulla formazione ottenendo, nel 2013, il riconoscimento di Provider ECM nazionale; da allora ha programmato e svolto formazione accreditata (in assenza di sponsor commerciali), raggiungendo circa 1.200 operatori delle diverse professionalità coinvolte sul tema ‘salute’ e ‘migrazione’, con circa trenta diverse iniziative formative.

«Sono questi anni di impegno e di esperienza documentata che ci portano a replicare a chi sostiene che in Italia ci sia un “vuoto” nell’ambito della formazione medica sulle tematiche relative alla migrazione. La Simm invita le Istituzioni competenti, le Organizzazioni del Terzo Settore e la Società civile a vegliare perché un tema così rilevante e delicato sia garantito nella sua qualità tecnico-scientifica e protetto da interessi meramente commerciali».

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