Aborti clandestini a Messina, il D.G. Michele Vullo: «Temo che questa sia la punta di un iceberg»

11 Maggio 2016

Luppino e Cocivera sono stati sospesi. Intanto vanno avanti le indagini ed il quadro accusatori nei confronti dei due medici si aggrava: sono infatti accusati anche dei reati di peculato e concussione.

 

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MESSINA. «Temo che sia la punta di un iceberg»: va giù duro il direttore generale del Papardo Michele Vullo nel corso della conferenza stampa da lui stesso convocata poche ore dopo la divulgazione della notizia dei due medici arrestati per aborto clandestino. 

Il manager parla anche dell’anomala crescita di parti cesarei registrata prima della sostituzione del primario del reparto e del “silenzio complice dei politici”. 

«Abbiamo preso i provvedimenti previsti dalla legge, cioè la sospensione dei due medici coinvolti in questa vicenda (Giuseppe Luppino, primario del reparto di Anestesia e rianimazione e Giovanni Cocivera della divisione di Ostetricia e ginecologia)».

«Questa è un’indagine autonoma della magistratura della quale eravamo informati ma della quale non conoscevamo i contenuti. Quando l’autorità giudiziaria ci ha chiesto notizie abbiamo dato il nostro contributo. Già nel novembre 2014, dopo aver ricevute segnalazioni su alcune pratiche abortive al Piemonte, mi sono rivolto all’assessorato e ci siamo attivati per trasferire l’unità operativa di Ginecologia al Papardo e la nomina del nuovo primario».

«Questo percorso- continua Vullo- non è stato facile e addirittura c’è stato ostruzionismo e minacce di sanzioni, nel silenzio complice dei politici. Temo che questa sia la punta di un iceberg. Avevamo notato anche un aumento inspiegabile dei cesarei che dopo la nuova nomina del primario sono scesi dal 60% al 21%”.

«Noi – conclude Vullo – ci costituiremo parte civile. Ci sono prassi consolidate che hanno danneggiato l’erario e i cittadini non offrendo prestazioni che oggi i nostri ospedali possono dare. Queste sono mele marce ma la maggior parte dei nostri professionisti è preparata e perbene».

Intanto vanno avanti le indagini ed il quadro accusatori nei confronti dei due medici si aggrava: Luppino e Cocivera sono infatti accusati anche dei reati di peculato e concussione.

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