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Farmacia

I vincitori accusano: danni economici notevolissimi

Farmacie, bloccato da un anno il concorso per aprire 222 nuove sedi in Sicilia

Era il febbraio del 2015 quando l'assessorato regionale alla sanità pubblicava la graduatoria provvisoria, da allora tutto fermo. Domenica a Caltanissetta gli idonei si sono costituiti in comitato e hanno deciso di intraprendere iniziative legali per tutelarsi dai ricorsi.

Tempo di lettura: 2 minuti

E’ bloccato da più di un anno il concorso straordinario per aprire 222 nuove farmacie in Sicilia. Protestano i vincitori che domenica si sono dati appuntamento a Caltanissetta per fare il punto sulla situazione.

«Chiediamo all’assessore di riprendere in mano la partita e sbloccare al più presto l’iter». A bloccare tutto è stato il Tar che ha accolto il ricorso di due esclusi perchè «non sembrano essere stati correttamente applicati i criteri valutativi generali».

A quasi un anno dalla pubblicazione della graduatoria, l’assessorato sta ancora vagliando i titoli dei vincitori e per questo ha momentaneamente escluso dall’assegnazione le sedi oggetto di ricorsi. Il concorso nazionale è stato indetto da Monti nel 2012.

«In Sicilia – denunciano gli aspiranti farmacisti che domenica si sono dati appuntamento all’Istituto Thomas Moore di via delle Croci per organizzare la controffensiva – ci sono comuni come Messina, Ragusa e altri piccoli centri catanesi che ancora non si sono messi in regola».

Era il febbraio del 2015 quando l’assessorato pubblicava la graduatoria provvisoria. Fu subito polemiche, ad esempio, per la partecipazione della dirigente del servizio farmaceutica dell’assessorato Rosalia Traina, poi andata in pensione e risultata vincitrice, e la presenza di parenti di deputati regionali e baroni universitari nella graduatoria provvisoria dei vincitori. Dall’assessorato dicono che si stanno ancora vagliando i titoli dei vincitori. Al momento è stato deciso di escludere dall’assegnazione le sedi oggetto di ricorsi. Tra queste anche venti farmacie su ventinove 29 da aprire a Palermo.

E l’apertura delle sedi slitta ancora. “Con danni economici notevolissimi”, rincarano i vincitori beffati. “Molti
di noi – dice Giuseppe Augello, portavoce di un comitato spontaneo di farmacisti direttamente interessati al concorso – sono già stati licenziati dai rispettivi datori di lavoro proprio perché risultati vincitori. Alcune aziende farmaceutiche hanno mandato a causa operatori che avevano partecipato al consorso vincendolo. E invece ci ritroviamo con un pugno di mosche. Tutto a vantaggio delle lobby”.

Gli idonei, riunitisi domenica scorsa a Caltanissetta, si sono costituiti in comitato e hanno deciso di intraprendere iniziative legali per tutelarsi dai ricorsi.

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