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Tumori nel Nisseno in calo, ma è in aumento quello ai polmoni nell’area industriale di San Cataldo

4 ottobre 2017

Presentati dall'Asp di Caltanissetta i dati relativi al registro 2007-2012

 

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CALTANISSETTA. È in calo, anche se solo dell’1%, l’incidenza dei tumori nella provincia di Caltanissetta. Il dato è emerso stamattina durante la presentazione del registro tumori di Caltanissetta per gli anni 2007-2012, illustrato dal direttore generale dell’Asp, Carmelo Iacono, e dal responsabile registro tumori di Ragusa e Caltanissetta, Rosario Tumino.

Tuttavia è emerso pure un dato inatteso, vale a dire un’incidenza elevata del tumore ai polmoni tra i cittadini di San Cataldo. Si tratta di un particolare tipo di tumore ai polmoni, il mesotelioma e la sua insorgenza è legata all’inalazione di particelle di amianto: «Dato certamente legato- ha detto il dg Iacono- alla presenza di fabbriche per la lavorazione di amianto in quella particolare zona».

Per il resto, come sottolineato dallo stesso manager non vi sono numeri significativi da destare allarme e i dati, oggi raccolti e validati, possono costituire un valido contributo nell’ottica della prevenzione. Altro dato inaspettato è la distribuzione geografica dell’incidenza dei tumori tra la parte nord e la parte sud della provincia: i numeri sono sovrapponibili, e ciò tradotto significa che Gela non ha un’incidenza maggiore di altri Comuni.

Ma ecco i dati nel dettaglio che vanno dal 2007 al 2012: il numero medio annuo di persone che si ammalano è pari a 683,6 per gli uomini e 564,6 per le donne; la stima al 2011 del numero di persone curate o in corso di cura per tumore è pari a 3949 uomini e 5037 donne (il che vuol dire che queste ultime sopravvivono in maggior numero dopo la diagnosi); il numero medio annuo di decessi è pari a 379 uomini e 277 donne.

In sintesi nella provincia di Caltanissetta: i nuovi casi di tumori sono pari a 1249 all’anno (esclusi i carcinomi cutanei che hanno una bassissima incidenza), 8986 persone curate o in stato di cura (il numero è elevato e positivo perché vuol dire che in tanti sopravvivono alla diagnosi di tumore) e 656 coloro che sono morti a causa di un tumore. I cinque tumori più frequenti nell’uomo sono nell’ordine quello al polmone, alla prostata, al colon retto, alla vescica e al fegato, mentre nel caso della donna, nell’ordine, sono alla mammella, al colon-retto, corpo dell’utero, tiroide e polmone.

Le prime cause di morte per tumori nell’uomo sono nell’ordine al polmone, al fegato, al colon-retto, alla prostata, al pancreas, nella donna la mammella, il polmone, il colon, il fegato e il pancreas. Nel comune di San Cataldo i dati del tumore polmonare nelle donne sono più elevati rispetto a quelli di Gela e che in generale comunque il tumore al polmone nelle donne, una volta al decimo posto adesso si piazza al quinto posto. Dato aumentato insieme all’aumento del numero di fumatrici.

Iacono ha sottolineato come corretti stili di vita e il ruolo dello screening siano fondamentali per la prevenzione del cancro e che oggi le nuove terapie consentono una sopravvivenza molto più elevata rispetto al passato.«Un tempo- ha sottolineato il manager- di tumore al polmone si moriva in 4 mesi, oggi è possibile sopravvivere fino a 10 anni dalla diagnosi».

L’Asp di Caltanissetta sta poi investendo nelle cure dei malati di tumore senza risparmiarsi: «Considerate- ha dichiarato Iacono- che per la cura del melanoma esistono farmaci di nuova generazione che costano 40mila per 4 somministrazioni e che noi utilizziamo normalmente».

Ma l’idea dell’Asp di Caltanissetta era ancora più ambiziosa: «Avevamo deciso di mettere in campo il progetto salute- dichiara il manager Iacono- Un progetto all’avanguardia a livello mondiale che ci avrebbe consentito di fare prevenzione bio-molecolare. In pratica scoprire eventuali mutazioni del Dna che avrebbero potuto far insorgere un cancro ancor prima che si manifestasse in modo da prevenirlo. L’idea era quello di sperimentarlo a Gela e già avevamo ottenuto un finanziamento di 1.400.000 euro dall’Eni che ci avrebbe messo a disposizione laboratori e strumenti. Il protocollo però non è stato sottoscritto dall’amministrazione comunale ed il progetto è andato in fumo».

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