Ospedale Cervello, manca il farmaco antitumorale: 5 pazienti saltano la terapia

17 marzo 2017

Si tratta del Nivolumab, indicato per il trattamento del tumore polmonare: «Siamo fermi, il farmaco ancora non è arrivato e la situazione attuale ci ha costretto a saltare due cicli di terapia», racconta una signora. Ecco la replica dell'azienda ospedaliera.

 

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Scoppia un nuovo caso all’Ospedale Cervello di Palermo. Cinque pazienti oncologici sono stati costretti a saltare i cicli di terapia per mancanza dei farmaci antitumorali. Il farmaco immuno-oncologico mancante è il Nivolumab, indicato per il trattamento del tumore del polmone.

Abbiamo raggiunto telefonicamente la moglie di uno dei pazienti, G.M.D.C., che da tempo attende l’arrivo del farmaco. «Siamo fermi. Il farmaco ancora non è arrivato e la situazione attuale ci ha costretto a saltare due cicli di terapia- racconta la signora D.C.- Siamo arrabbiati perché non può mancare un farmaco così importante, non deve essere un problema normativo a bloccare una situazione già di per sé grave. Mio marito viene per fare un trattamento molto delicato e non per assumere una semplice aspirina. Tutti devono avere il diritto di curarsi e noi vogliamo che al più presto questa situazione possa risolvere definitivamente».

Il Nivolumab è un farmaco innovativo. Si tratta del primo (e fino ad oggi unico) inibitore di checkpoint immunitario PD-1 che ha dimostrato un beneficio di sopravvivenza globale in pazienti con NSCLC (non small cell lung cancer) o Carcinoma Polmonare Non a Piccole Cellule, del tipo Squamoso metastatico (prevalentemente a carico dei bronchi). Una tipologia molto conosciuta che, fino a pochi anni fa, rappresentava l’istotipo più diffuso negli uomini fumatori.

La somministrazione di Nivolumab consiste in un particolare trattamento immunoterapico che ha dimostrato un importante beneficio di sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia, nei casi di melanoma avanzato, si è registrato una riduzione del rischio di morte del 41% e un tasso di sopravvivenza a un anno che è passato dal 39% al 51%. Numeri importanti che hanno posto l’attenzione sulla necessità di inserirlo nei sistemi sanitari nazionali.

«La situazione si sbloccherà nel giro di pochi giorni», rassicurano dall’Ospedale Cervello. L’Unità operativa di Oncologia Medica, diretta dal professor Francesco Verderame, è stata la prima in Sicilia nel 2015 ad adottare il Nivolumab per i tumori al polmone.

L’utilizzo in questa prima fase è stato autorizzato dal Comitato Etico con la formula dell’uso compassionevole, Expanded Access, con un rapporto diretto tra ospedale e la casa farmaceutica che ha permesso la somministrazione del farmaco grazie ad un accordo tra i due enti.

«Recentemente il farmaco è entrato ufficialmente nel sistema sanitario nazionale, con provvedimento diretto dell’Agenzia italiana del farmaco, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica proprio nei giorni scorsi giorni. Questo passaggio – spiega la Direzione degli ospedali riuniti Villa Sofia- Cervello – ha causato un ritardo nella fornitura del farmaco, che comunque è già stato ordinato e che al massimo entro lunedì sarà disponibile presso l’Azienda».

Il Nivolumab è commercializzato dall’azienda biofarmaceutica statunitense Bristol-Myers Squibb che fornisce numerosi ospedali della penisola.

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