Numero unico di emergenza 112, positivi i primi risultati nella Centrale di Trento: in riduzione i tempi di risposta

10 ottobre 2017

Il bilancio dopo quattro mesi dall'attivazione.

 

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A distanza di quattro mesi dalla sua nascita, il numero unico di emergenza 112 attivato in provincia di Trento incassa un risultato positivo: le oltre 800 chiamate ricevute in media al giorno sono contraddistinte da una riduzione dei tempi di risposta del 13%.

Un trend positivo, per il servizio (attivato in questi mesi pure in Sicilia: a Catania, Ragusa e Siracusa, Messina) realizzato in attuazione della normativa dell’Unione Europea, grazie al quale tutte le telefonate di emergenza confluiscono in una Centrale Unica di Risposta.

Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione della Provincia Autonoma di Trento, di Trentino Network, dell’APSS di Trento e di diversi partner tecnologici, ha previsto l’integrazione in un numero unico di emergenza (il 112,  appunto) di tutte le chiamate precedentemente indirizzate alle Strutture Sanitarie, come il Pronto Soccorso e i reparti di Anestesia-Rianimazione, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia ed i Vigili del Fuoco, senza creare alcuna discontinuità per gli utenti che continueranno a chiamare il 118, 115, 113 o 112.

Il numero unico ha il grande vantaggio di poter filtrare e smistare le oltre 800 chiamate ricevute nella Provincia di Trento in media al giorno dagli Operatori verso i corretti referenti di soccorso con quindi maggiore velocità ed efficacia rispetto al passato: dal 6 giugno, è già avvenuta una riduzione dei tempi di risposta del 13%, dato in continuo miglioramento.

Durante la chiamata, l’Operatore NUE112 è, infatti, in grado di identificare il chiamante, geolocalizzare l’evento grazie alle celle telefoniche e all’integrazione delle strutture ed infrastrutture del presenti sul territorio, come rifugi, ospedali, sentieri e piste da sci ecc., e qualificare il tipo di emergenza, quale soccorso tecnico urgente, ordine pubblico o soccorso sanitario.

Nei primi 3 mesi di attività, gli Operatori della CUR NUE112 di Trento hanno risposto ad un totale di ben 58.960 chiamate, garantendo ai cittadini nel primo trimestre analizzato (06 giu – 31 ago 2017) una risposta in circa 6 secondi, ovvero poco dopo il secondo squillo telefonico (1 squillo ogni 5 secondi), facendo si che in circa 50 secondi chi chiama sia identificato, localizzato l’evento e definito il tipo di soccorso di cui ha bisogno.

Un dato che è è oggi in continua diminuzione dei tempi di risposta e di processamento delle chiamate da parte degli Operatori NUE. In questo trimestre, inoltre, si sono verificati eventi alluvionali ed incendi che hanno modificato la normale operatività giornaliera della CUR NUE112 come la ”bomba d’acqua” del 25 giugno 2017 che ha fatto registrare un totale giornaliero di 1881 chiamate, di cui 453 in un’ora.

Tutti i dati sono oggi registrati e tracciati, mentre prima non lo erano, con una conseguente maggiore responsabilità di presa in carico da parte di tutti gli Enti coinvolti.

Dal 6 giugno, è già avvenuta una riduzione dei tempi di risposta da parte degli Operatori del 13%, dato in continuo miglioramento e tutti i cittadini ricevono assistenza, mentre prima non tutte le chiamate potevano ricevere una risposta

Sono inoltrate agli Operatori delle centrali di secondo livello (PSAP 2) solo le reali chiamate di emergenza (basti pensare che circa il 40% delle chiamate si sono dimostrate inappropriate o non di reale emergenza), un filtro che consente quindi di dedicarsi con maggior attenzione e velocità a chi ha realmente bisogno di intervento immediato.

«Il grande lavoro di squadra, che ha consentito il successo del progetto 112, permette anche una migliore gestione dei picchi di “stress”, come in occasione del 24 e 25 giugno quando il nostro territorio è stato afflitto da gravi grandinate e alluvioni, e l’efficienza del servizio non potrà che migliorare nei prossimi mesi grazie al lavoro in sinergia tra le strutture coinvolte», sottolinea Luisa Zappini, dirigente del Servizio Centrale Unica di Emergenza della Provincia Autonoma di Trento, che ha coordinato la pianificazione della nuova centrale insieme ai referenti del Ministero dell’Interno, a Trentino Network (società che gestisce le reti per le telecomunicazioni presenti sul territorio provinciale e che si è occupata del supporto logistico ed infrastrutturale a livello di impiantistica) e alla Direzione dell’APSS di Trento, con le sue strutture organizzative, informatiche e logistiche.

Il progetto ha visto l’impiego di diverse tecnologie altamente innovative fornite da Telecom con la collaborazione di IBT EUROPE GmbH, che ha eseguito la fornitura, l’installazione e la configurazione dei sistemi telefonici con tecnologia Unify, e Beta 80 Group che ha implementato la piattaforma applicativa a supporto degli Operatori della CUR 112 di Trento ingegnerizzata per assicurare livelli di affidabilità prossimi al 99,999%.

Luisa Zappini

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