Simbolo 118 Sicilia

Medici “Est” del 118 siciliano sul piede di guerra: «Da anni attendiamo il rinnovo del contratto di lavoro»

16 luglio 2017

Proclamato lo stato di agitazione.

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Si sono armati di fasce, magliette e cartelloni per urlare “Giù le mani dal 118”, i medici del servizio territoriale sanitario siciliano che sono entrati in stato di agitazione. Le motivazioni sono molteplici, in particolare però, come si legge nella nota emessa dai sindacati, chiedono la riapertura delle trattative regionali a tutela della dignità professionale di tutti i medici Est 118 e a salvaguardia dei livelli assistenziali (Lea) per i cittadini dell’emergenza – urgenza sanitaria. Se a queste richieste non sarà fornita una risposta positiva i medici entreranno in sciopero.

«Noi abbiamo cercato più volte dei contatti con l’assessore alla Sanità, Baldo Gucciardi, perché abbiamo un contratto scaduto da dieci anni e non riusciamo ad entrare a far parte della organizzazione del 118. Altri decidono per noi e non veniamo mai coinvolti nelle scelte inerenti al 118, come per la demedicalizzazione delle ambulanze e la chiusura dei Pte (Presidi territoriali di emergenza)- dichiara Marcello Savasta, medico di 118 addetto alla segreteria Snami- L’assessore ha rilasciato diverse dichiarazioni alle testate giornalistiche in cui dice che fino al 31 dicembre 2017 non si tocca nulla e questo che vuol dire? Di fatto il decreto resta e i sindacati hanno chiesto più volte un incontro ma non siamo mai stati convocati. Proprio a causa di questa mancata contrattazione, l’assessore è stato diffidato dall’avvocato Santi Delia. Quindi lo sciopero del 118 è sia di natura contrattuale sia strutturale».

Il dito è puntato nuovamente contro la riorganizzazione delle rete ospedaliera e il timore di tagli al numero di ambulanze e di medici a bordo delle stesse, soprattutto in provincia di Messina.

«Non esistono elementi di certezza che nella macroarea di Messina il numero delle ambulanze medicalizzate, come verbalmente promesso, venga mantenuto in deroga a quanto disposto dai decreti. Gli operatori e i cittadini comuni allora devono assumere un ruolo civile di vigilanza, in quanto la difesa delle ambulanze medicalizzate non è semplicisticamente una difesa di posti di lavoro ma si tratta di tutelare un sistema necessario per l’emergenza- urgenza che produce riduzione di mortalità, soprattutto nell’ambito delle reti tempo-dipendenti – chiarisce Gaetano Satullo, componente della Commissione Regionale Rete Ima (Infarto Miocardico Acuto) in qualità di responsabile della macroarea di Messina – Sono comunque convinto che l’impegno delle direzioni aziendali sarà massimo in quanto le reti tempo-dipendenti sono obiettivo primario del SSN e su parametri ad esse collegate vengono valutate le cardiologie, il sistema dell’emergenza e le direzioni aziendali stesse. Credo sia illogico mortificare un sistema di percorsi su cui poi si viene valutati».

Nei mesi scorsi un decreto assessoriale aveva previsto un aumento dei compensi  ma esclusivamente per i medici anestesisti e gli infermieri operanti nel 118, senza coinvolgere nel provvedimento (almeno finora) i medici di emergenza sanitaria territoriale che prestano servizio nelle ambulanze.

Simbolo protesta medici 118

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