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Intolleranza al lattosio: sintomi e cura

25 aprile 2017

Va distinta dalle allergie alimentari, perché si tratta di una reazione avversa allo specifico alimento, non immunomediata.

Dott. Paolo Pirrotta, Gastroenterologo

Da molti anni nei nostri ambulatori giunge un numero sempre crescente di pazienti con una diagnosi pre-confezionata “Made in internet” di varie ed imprecisate intolleranze alimentari già trattate con diete di eliminazione spesso sconsiderate ed immotivate. Ad alimentare tale comportamento ha contribuito il fiorire di test diagnostici per le intolleranze alimentari quasi sempre del tutto privi di evidenze scientifiche che ne abbiano dimostrato alcuna affidabilità.

Questo è solo l’inizio di un capitolo del grande romanzo delle intolleranze alimentari che tanto affliggono medici e pazienti nel tentativo di porre una diagnosi coerente e quanto più possibile basata su dati di fatto e non su empirici atti diagnostici.

In questo articolo mi limiterò a dire che le uniche intolleranze ben note e chiaramente diagnosticabili sono l’intolleranza al lattosio e quella al glutine (malattia celiaca). Sorvoleremo quindi sull’utilità degli innumerevoli test per la diagnosi delle altre “intolleranze alimentari” che vengono pubblicizzati e venduti a varie cifre.

Gonfiore addominale, a volte dolore addominale e diarrea, questi i principali sintomi intestinali che affliggono gran parte della nostra popolazione. Una consistente parte di questi pazienti lamentano il presentarsi dei sintomi dopo l’ingestione di latte o derivati, ma una quota di tali pazienti non è in grado di porre alcuna correlazione con alimenti specifici.

L’intolleranza al lattosio, così come le altre intolleranze alimentari, va distinta dalle allergie alimentari, perché si tratta di una reazione avversa allo specifico alimento, non immunomediata. Tale intolleranza è causata dalla mancanza della Lattasi e cioè di quell’enzima che consente la digestione del lattosio mediante la scissione in glucosio e galattosio e cioè due zuccheri semplici in grado di essere assorbiti dal nostro intestino.

Vanno distinti 2 tipi di deficit enzimatici: quello caratterizzato dalla completa assenza dell’enzima (alattasia) e l’ipolattasia e cioè una graduale riduzione della lattasi a livello dell’intestino tenue dei soggetti adulti. Tale seconda possibilità è la più frequente nella nostra popolazione. L’intolleranza al lattosio è quindi, un tipico caso di intolleranza enzimatica.

La sua distribuzione geografica vede una maggiore frequenza della malattia negli emisferi più a sud rispetto a quelli del nord con una distribuzione in Europa che spazia dai bassi valori percentuali della Scandinavia (solo il 2%) ad incidenze che raggiungono anche il 70% in alcune aree mediterranee.

L’andamento in Italia non è differente considerato che il deficit enzimatico interessa circa la metà degli italiani con incidenze certamente più elevate nelle regioni del sud Italia.

Come detto prima, i sintomi dell’Intolleranza al lattosio sono rappresentati in prevalenza da gonfiore addominale, flatulenza, ma anche da dolore addominale e diarrea; in casi più rari il deficit enzimatico è associato a stipsi ma anche a cattiva digestione e/o reflusso. Tuttavia non sempre i pazienti che ne sono affetti manifestano sintomi. Si calcola infatti che soltanto un terzo delle persone manifestano sintomi correlati al deficit di lattasi.

Una volta sospettata l’intolleranza si può procedere ad eseguire un semplice test diagnostico, non invasivo, che è rappresentato dal breath test (test del respiro) al lattosio.

Purtroppo non è semplice convincere i pazienti alla completa eliminazione del lattosio dalla dieta e per fortuna si possono utilizzare come supporto enzimi esogeni (in cp) che possono essere assunti in casi particolari al fine di fornire al paziente una migliore qualità di vita in termini di vita sociale oltre che personale.

Va infine sfatato il mito del lattosio presente negli eccipienti di alcuni farmaci poiché recenti studi hanno dimostrato che esigue quantità non sono in grado di scatenare sintomi significativi.

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