Salvo Giuffrida
ASP

Infermiera dell’Asp ma impegnata pure nel volontariato: sospesa dal servizio, scoppia il caso a Messina

10 agosto 2017

Il deputato Giuffrida punta l'indice contro il provvedimento dell'Azienda sanitaria provinciale: «Il volontariato andrebbe incoraggiato, invece che sanzionato». La replica del dg Sirna: «La dipendente non ci aveva chiesto l'autorizzazione ed inoltre l'associazione da lei presieduta ha stipulato una convenzione con l'Asp, causando un conflitto di interessi».

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MESSINA. È stato sollevato tramite un’interrogazione parlamentare, presentata dal deputato regionale Salvo Giuffrida (nella foto), il caso di una dipendente dell’Asp di Messina, oggetto di una sospensione dal servizio.

L’infermiera è una dipendente dell’Asp 5 ed è anche la presidente di un’associazione locale di donatori di sangue, ma avrebbe assunto tale incarico senza aver richiesto all’Azienda sanitaria provinciale l’autorizzazione per ricoprire ruoli extra-istituzionali. Da qui la sospensione dal servizio.

«Considero tale provvedimento significativamente grave, in quanto viziato sotto il profilo giuridico-normativo, nonché sotto il profilo etico e della ragionevolezza- scrive Giuffrida in una nota inviata a Insanitas a sostegni della dipendente dell’Asp- La legislazione vigente in materia di pubblico impiego non prevede obblighi autorizzativi per incarichi come quello ricoperto dalla dipendente, la quale svolge la carica associativa a titolo gratuito, senza ricevere alcuna retribuzione e in assenza di qualsivoglia profilo di incompatibilità con la propria attività lavorativa, non configurandosi alcun potenziale conflitto di interessi con l’Azienda Sanitaria».

Giuffrida aggiunge: «Il provvedimento sanziona l’impegno di volontariato che la dipendente espleta nel campo delle donazioni di sangue, operando, in conformità alla vigente normativa, senza fine di lucro e per scopi di pubblica utilità, che andrebbero supportati e incoraggiati, piuttosto che sanzionati».

Da qui la richiesta del deputato dell’Ars al Governo Regionale: «Si proceda ad una revisione della determinazione in esame, non solo nell’interesse individuale della dipendente, oggetto di una sanzione sproporzionata, ma altresì nell’interesse generale dell’intero mondo del volontariato con particolare riferimento al settore delle donazioni di sangue, riconoscendone l’utilità sociale per l’opera gratuita e meritoria svolta nel perseguimento di un evidente interesse pubblico della collettività».

Ecco la replica dell’Asp di Messina: «I dipendenti delle aziende sanitarie hanno un rapporto di esclusività secondo cui non possono svolgere altre attività, neanche a titolo gratuito, senza l’autorizzazione da parte dell’azienda. Men che meno possono essere presidenti di associazioni che intrattengono con l’azienda rapporti di convenzione- dichiara il direttore generale Gaetano Sirna– Quindi è successo che questa dipendente dell’azienda, in quanto presidente di un’associazione, è venuta a firmare una convenzione con l’azienda stessa di cui è dipendente, generando un conflitto di interessi».

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